Per andare lontano, bisogna prima rallentare
Slow Rider è la newsletter per riscoprire la bellezza profonda di vivere, vestirsi e viaggiare lentamente.
Scrivo su ciò che acquistiamo e indossiamo, dell’impatto che ha su di noi, la Terra e su coloro con cui la condividiamo. La meta è contemplare scelte e stili di vita con benefici individuali e collettivi, locali e globali, umani e più-che-umani; gesti che onorano i legami di interdipendenza che ci uniscono le une alle altre.
Documento itinerari di viaggio su due ruote attraverso luoghi ignorati dal turismo convenzionale traboccanti di cultura e bellezza. L’obiettivo è viaggiare con cura e rispetto nei confronti dei luoghi che ci ospitano e delle comunità che li rendono unici.
Scrivo senza fretta e libera da scadenze. Slow Rider atterrerà sulla tua casella di posta quando avrò qualcosa da dire.
“Pronto? Con chi parlo?”
Mi chiamo Valerie e ho inaugurato Slow Rider all’alba del 2025, mentre pedalavo con lui lungo Aotearoa Nuova Zelanda.
Mi ipnotizzano le cose belle create con integrità da un decennio, passione che mi ha portata cofondare rén collective nel 2017, un’organizzazione attiva nella promozione della moda responsabile in Italia.
Amo Blue Marble da quando, a 6 anni, ho eletto Sir David Attenborough a guida spirituale personale.
La chiarezza prima di tutto
Nei miei scritti declino la maggior parte degli aggettivi al femminile singolare e plurale perché sottintendo l’uso della parola ‘persona’ o ‘persone’ per indicare un gruppo di esseri umani. Spesso prediligo l’uso del femminile sovraesteso.
Nel riferirmi a luoghi geografici, prediligo i nomi originali e ancestrali con cui sono conosciuti da quando la storia, quella non eurocentrica e colonialista, ne ha memoria. Per questo motivo, userò Aotearoa per riferirmi alla Nuova Zelanda, Naarm a Melbourne e così via.
Te Aroha,
Valerie


